| Storia |
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| Scritto da Administrator |
| Martedì 20 Ottobre 2009 06:12 |
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Storia dell’ I.I.S.S.” Lorenzo Panepinto” L’Istituto Tecnico Commerciale nasce dal cuore della zona montana agrigentina a Bivona, da una vocazione umanistica e culturale antica, all’inizio degli anni ’70. La consapevolezza della centralità della funzione educativa nella vita dell’uomo e della società, che ha alimentato la coscienza della gente della montagna bivonese, dal 1500 ad oggi, promuove le spinte e le iniziative necessarie che portano al decollo di una nuova scuola superiore in una zona “lontana” dalla sede provinciale. Nasce, altresì, questa nuova realtà da una ferma volontà di riscatto e di liberazione che nella nuova offerta formativa pubblica vede la via privilegiata per la rimozione dei mille ostacoli che, “limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”, specie nel Sud e nella Sicilia, hanno impedito “il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Come sezione staccata dell’I.T.C. “M. Foderà” di Agrigento, prima, e dell’I.T.C.G. ”Giovanni XXIII” di Ribera, dopo, vive con difficoltà i suoi primi anni di vita, dal 1973/74 al 1979/80, sebbene grande è il consenso della popolazione studentesca, numerosa sin dall’inizio, e grande è, altresì, l’impegno dei docenti. Pesa notevolmente l’assenza di autonomia. Ma, ciò nonostante, l’I.T.C. si presenta alla fine degli anni ’70, solidamente incardinato nella realtà locale, forte di un consenso sociale sempre più crescente, ben strutturato nella sua équipe educativa, capace di rendimenti seri e dignitosi. La concessione dell’autonomia, all’inizio degli anni ’80, fortemente voluta e perseguita dalla scuola e dai rappresentanti dell’Ente locale, consente l’avvio di un processo di stabilizzazione e di conduzione democratica nuova che solleciterà una vera avanzata quantitativa e qualitativa dell’Istituto per un “aureo” decennio. Una felice intuizione dei tempi che cambiano portano nel 1989 alla sperimentazione assistita IGEA e alla maxisperimentazione per ragionieri e geometri nel 1990. Si apre una nuova fase, ricca di tensioni, difficoltà e fermenti, ma anche di grandi gratificazioni, e di esiti positivi per le popolazioni locali, per i giovani e le famiglie, per gli operatori scolastici. Si punta a mantenere il passo coi tempi, avviando e vivendo nuove pratiche sperimentali dell’azione pedagogica e didattica. Pur nelle mille difficoltà opposte da un sistema scolastico rigido e immobile, notevolmente inadeguato alla società italiana in profonda evoluzione, pur nella scarsa sensibilità degli enti locali, gravemente inadempienti nell’uso della risorsa autonomistica, colposamente incapaci di assicurare all’I.T.C. le condizioni necessarie per la sua azione in continua e feconda espansione, negli ultimi dieci anni i sono raggiunti traguardi importanti. Profonda innovazione nello spirito, nelle motivazioni, nelle tecniche e metodiche dell’azione educativa e didattica, crescente consenso dei giovani dei paesi montani, aperture significative con la società, iniziative di formazione integrata di pregio e di valore. Oggi la scuola accoglie circa 400 studenti, provenienti da Lercara Friddi, Prizzi, Castronovo, San Giovanni Gemini, Cammarata, Cianciana, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Lucca, Burgio, Villafranca, Palazzo Adriano, frequentanti i corsi ordinari e sperimentali per ragionieri e geometri, nonché i corsi professionali. Nel 1995 il Ministero della Pubblica Istruzione istituisce il corso ordinario per geometri. Nel 2000, a seguito della razionalizzazione delle istituzioni scolastiche, viene a far parte integrante dell’istituto l’ex scuola coordinata di Cianciana, già incorporata nell’IPIA “Archimede” di Cammarata, per il conseguimento della qualifica di ”operatore elettrico” e per il diploma di “tecnico delle Industrie elettriche”. Oggi, la nostra scuola si qualifica come Istituto di Istruzione Secondaria Superiore con il nome di “Lorenzo Panepinto”. Questo siciliano illustre, nato a Santo Stefano Quisquina il 4 gennaio 1865 e morto il 16 maggio 1911, assassinato dalla mafia, incarna la figura di un grande protagonista della vicenda educativa e politica sul finire del 1800 e agli inizi del 1900, in Sicilia, in particolare nelle zone interne agrigentine. Educatore, giornalista, grande organizzatore popolare evoca oggi nella coscienza collettiva i grandi ideali di democrazia e di riformismo sociale. Questa piccola storia costituisce la memoria dell’Istituto, proiettato con slancio nel terzo millennio. Il patrimonio di esperienze vissute costituisce una sicura risorsa per la sua storia futura impegnata nella grande sfida della “formazione del buon cittadino europeo”, come vuole la finalità generale dell’Istituto, assunta con convinzione dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto, già dall’inizio degli anni ’90. La presenza di un corpo docente maturo, preparato, impegnato e consapevole, le grandi potenzialità del mondo giovanile studentesco, la serietà e la responsabilità delle famiglie, il consenso e la partecipazione attiva delle comunità locali, aprono sicuri varchi alla speranza, garantiscono un futuro sicuramente foriero di nuove e feconde opportunità di crescita e di sviluppo dell’azione formativa dell’Istituto. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Novembre 2009 13:58 |
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